La sepsi è una condizione clinica grave e potenzialmente letale che si verifica quando l’organismo sviluppa una risposta disfunzionale a un’infezione, con conseguente danno d’organo acuto. Non è causata solo dalla presenza di batteri, virus o funghi, ma da un’alterazione dei meccanismi di regolazione della risposta infiammatoria e immunitaria dell’ospite.
In corso di sepsi, l’infezione iniziale può coinvolgere uno o più organi (polmoni, reni, fegato, sistema cardiovascolare, sistema nervoso….), determinando un rapido peggioramento delle condizioni cliniche. I sintomi possono includere febbre o – al contrario – ipotermia, tachicardia, respirazione accelerata, confusione mentale, riduzione della pressione arteriosa e alterazioni degli esami di laboratorio.
La sepsi rappresenta una delle principali cause di mortalità ospedaliera e richiede riconoscimento precoce e trattamento tempestivo, basato su antibiotici, supporto delle funzioni vitali e gestione intensiva. La difficoltà principale non è la mancanza di terapie efficaci, ma l’identificazione rapida della condizione nelle fasi iniziali, quando i segni clinici possono essere minimi o aspecifici.
Il termine e la definizione attualmente in uso derivano dal consenso internazionale Sepsis-3, che sottolinea il ruolo centrale del danno d’organo e distingue la sepsi dalle infezioni non complicate e dallo shock settico, forma più grave caratterizzata da grave instabilità circolatoria.