I Riflessi Osteotendinei


I riflessi osteotendinei: a cosa serve la loro valutazione?

La valutazione dei riflessi osteo tendinei o riflessi profondi (ROT – detti anche “da stiramento” o, più comunemente, riflessi neurologici) è una manovra della semeiotica neurologica che si effettua percuotendo un tendine con il martelletto: questo comporta un improvviso stiramento passivo del muscolo e l’elicitazione del riflesso con improvvisa contrazione muscolare.

L’arco che determina la comparsa del riflesso è costituito da due neuroni e coinvolge il segmento della corda midollare che innerva un determinato muscolo.

Il neurone afferente ha il corpo cellulare localizzato in corrispondenza dei gangli delle radici posteriori: esso va ad innervare dei sensori meccanici specifici, detti fusi neuromuscolari, posti all’interno del muscolo. Il neurone efferente è invece l’alfa-motoneurone, situato in corrispondenza del corno anteriore del midollo spinale. La corteccia cerebrale -oltre che a molteplici nuclei sottocorticali- modula l’afferenza sensoriale da parte dei fusi mediante i cosiddetti gamma-motoneuroni.

Riflesso Osteo-tendineo
Riflessi osteotendinei

A che cosa servono?

I riflessi osteotendinei (in neurologia ROT) consentono pertanto di esaminare, con una sola manovra, le afferenze nervose, le connessioni a livello del midollo spinale, le radici e i nervi motori e le sovrastanti vie motorie discendenti.

Dato che i ROT possono essere molto variabili da soggetto a soggetto, è necessario spesso procedere per via comparativa evidenziando eventuali asimmetrie nelle risposte, oltre che riduzioni in senso assoluto della risposta od una eventuale totale assenza.

Lesioni a carico del secondo motoneurone (ad esempio a carico delle corna spinali anteriori, delle radici, dei nervi), a carico della placca neuromuscolare  o del muscolo provocano una diminuzione dei riflessi (iporeflessia), mentre quelle che coinvolgono il motoneurone superiore (ad esempio una lesione in corrispondenza del midollo al di sopra delle corna anteriori di emergenza) provocano un loro aumento (iperreflessia – detti anche rot vivaci).

Quando per ottenere il riflesso si percuote il tendine del quadricipite, subito al di sotto della rotula, si parla di riflesso rotuleo o riflesso patellare (ginocchio).

Talora lo stiramento del tendine provoca la comparsa di una continua alternanza di contrazione e rilassamento del muscolo: il cosiddetto clono. Il clono è più facilmente evocabile con una rapida dorsiflessione del piede: se molto evidente suggerisce la presenza di danni a carico del primo motoneurone. Anche il riflesso di Hoffman, che si esegue invece pizzicando la terza falange di un dito delle mani, è indice di lesione piramidale.

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