La valutazione dei riflessi osteotendinei (ROT – detti anche “da stiramento”) si effettua percuotendo un tendine con il martelletto: questo comporta un improvviso stiramento passivo del muscolo e l’elicitazione del riflesso con improvvisa contrazione muscolare.

L’arco che determina la comparsa del riflesso è costituito da due neuroni e coinvolge il segmento della corda midollare (o del tronco enfefalico) che innerva un determinato muscolo. Il neurone afferente ha il corpo cellulare in corrispondenza dei gangli delle radici posteriori: esso va ad innervare dei sensori meccanici specifici, detti fusi neuromuscolari, posti all’interno del muscolo. Il neurone efferente è l’alfa-motoneurone in corrispondenza del corno anteriore del midollo spinale. La corteccia cerebrale -oltre che a molteplici nuclei sottocorticali- modula l’afferenza sensoriale da parte dei fusi mediante i cosiddetti gamma-motoneuroni.

A che cosa servono?

I riflessi osteotendinei consentono pertanto di esaminare, con una sola manovra, le afferenze nervose, le connessioni a livello del midollo spinale, le radici e i nervi motori e le sovrastanti vie motorie discendenti.

Riflessi OsteotendineiDato che i ROT possono essere molto variabili da soggetto a soggetto, è necessario spesso procedere per via comparativa evidenziando eventuali asimmetrie nelle risposte, oltre che riduzioni in senso assoluto della risposta od una eventuale totatle assenza.

Lesioni a carico del secondo motoneurone (ad esempio a carico delle corna spinali anteriori, delle radici, dei nervi), a carico della placca neuromuscolare  o del muscolo provocano una diminuzione dei riflessi (iporeflessia), mentre quelle che coinvolgono il motoneurone superiore (ad esempio una lesione in corrispondenza del midollo al di sopra delle corna anteriori di emergenza) provocano un loro aumento (iperreflessia).

Talora lo stiramento del tendine provoca la comparsa di una continua alternanza di contrazione e rilassamento del muscolo: il cosiddetto clono. Il clono è più facilmente evocabile con una rapida dorsiflessione del piede: se molto evidente suggerisce la presenza di danni a carico del primo motoneurone.