La posizione di Mingazzini
La posizione di Mingazzini

La posizione di Mingazzini rappresenta una delle fasi principali della visita neurologica; essa è una manovra semeiologica fondamentale nella valutazione di deficit motori degli arti. Per la sua esecuzione, è sufficiente far estendere le braccia del paziente ad angolo retto rispetto al corpo (a 45 gradi se è sdraiato) con dita tese ed allargate, ad occhi chiusi. Se non vi sono deficit motori, il paziente riesce a mantenere la posizione per almeno 30 secondi e la prova è considerata negativa. Se uno degli arti cade (“slivella”) più o meno velocemente, eventualmente accompagnato da una flessione delle dita, la prova è considerata positiva e suggerisce un deficit prossimale a carico del cingolo scapolare, la cui origine può essere varia, centrale (piramidale) o periferica per lesione delle strutture nervose prossimali (plesso brachiale) o muscolari. Per aumentare la sensibilità della prova, è possibile far protendere le bracca on i palmi rivolti verso l’alto: se una delle due mani tende a pronare, anche in assenza di conclamati slivellamenti, la prova è considerata positiva. Per gli arti inferiori esiste una prova analoga, eseguita facendo sdraiare il paziente con le cosce flesse ad angolo retto e le gambe a loro volta flesse parallele al lettino (“a cane di fucile”). La prova è positiva in caso di caduta (“slivellamento”) di una delle gambe.