Con il termine aura si intende un insieme di sintomi neurologici transitori che generalmente precedono un attacco emicranico, ma che in alcuni casi possono accompagnarlo o manifestarsi anche in assenza del successivo dolore. L’aura rappresenta una fase ben definita dell’attacco emicranico ed è legata a una temporanea alterazione del funzionamento di specifiche aree cerebrali, del tutto reversibile.
La forma più frequente è l’aura visiva. L’esordio è spesso caratterizzato dalla comparsa di una macchia al centro del campo visivo (scotoma centrale, molto simile alla macchia persiste quando si fissa il sole!), che tende progressivamente ad allargarsi fino a coinvolgere la periferia. In altri casi le alterazioni visive iniziano dai margini del campo visivo e procedono verso il centro, manifestandosi come scintille, fosfeni o linee luminose a “zig-zag”. Questi fenomeni ricordano talvolta ciò che si può osservare dopo aver fissato una luce intensa.
L’aura ha in genere una durata compresa tra 20 e 30 minuti e, una volta risoltasi, viene seguita da un attacco doloroso intenso. Non è tuttavia raro che l’aura possa presentarsi senza il successivo mal di testa, oppure che il dolore sia più lieve del solito.
Meccanismo neurologico dell’aura
Dal punto di vista neurologico, l’aura è attribuita a un fenomeno noto come depressione corticale a propagazione, ovvero una temporanea modifica dell’attività elettrica della corteccia cerebrale che si diffonde lentamente da un’area all’altra. Questo meccanismo spiega la progressione graduale dei sintomi, in particolare di quelli visivi, che tendono ad ampliarsi o a spostarsi nel campo visivo nell’arco di diversi minuti.
Proprio questa evoluzione lenta e ordinata permette di distinguere l’aura emicranica da altri eventi neurologici acuti, nei quali i disturbi insorgono invece in modo improvviso.
Manifestazioni non visive dell’aura
Sebbene l’aura visiva sia la forma più comune, esistono altre manifestazioni possibili. Alcuni pazienti riferiscono alterazioni della sensibilità, come formicolii o intorpidimento che interessano una metà del volto o del corpo e che possono estendersi progressivamente. In altri casi compaiono disturbi del linguaggio, con difficoltà a trovare le parole o ad esprimersi correttamente, oppure vertigini e sensazioni di instabilità. Più raramente possono manifestarsi disturbi motori transitori, come una riduzione della forza in un arto.
Non è insolito che, nello stesso attacco, coesistano più sintomi di aura, che tendono a comparire in sequenza e a risolversi completamente.
Aura tipica e aura atipica
Nella maggior parte dei casi l’aura presenta caratteristiche considerate tipiche: ha una durata limitata, è completamente reversibile e precede l’attacco doloroso. Si parla invece di aura atipica quando la durata è insolitamente prolungata, quando gli episodi si ripetono più volte nello stesso giorno o quando l’aura non è seguita dal mal di testa.
In presenza di un’aura atipica, soprattutto se di nuova insorgenza o diversa rispetto al passato, è indicata una valutazione neurologica, al fine di escludere altre condizioni e di inquadrare correttamente il disturbo.
Significato clinico dell’aura
Il riconoscimento dell’aura riveste un’importanza clinica rilevante, poiché consente una corretta classificazione dell’emicrania e una gestione terapeutica più appropriata. Per molti pazienti l’aura rappresenta inoltre un vero e proprio segnale di avvertimento, che permette di riconoscere tempestivamente l’inizio dell’attacco e di intervenire quanto più precocemente possibile