In breve: la prova di Romberg valuta l’equilibrio da fermi: il paziente sta in piedi a piedi uniti, prima a occhi aperti e poi a occhi chiusi. Il segno di Romberg è positivo quando la persona resta stabile a occhi aperti ma perde l’equilibrio chiudendo gli occhi: indica che il controllo della posizione dipende troppo dalla vista, come succede quando la sensibilità profonda (propriocezione) è alterata. Se l’instabilità c’è già a occhi aperti, il problema è di solito un altro, per esempio cerebellare.

Che cos’è la prova di Romberg?

La prova di Romberg è una manovra della visita neurologica che studia l’equilibrio statico, cioè la capacità di stare fermi in piedi senza oscillare. Prende il nome da Moritz Heinrich Romberg, neurologo tedesco dell’Ottocento, che la descrisse nei pazienti con una malattia del midollo spinale.

Ti interessano neuroscienze e IA?

Leggi o ricevi gli articoli di Sinapsi su Substack.

Leggi Sinapsi

Come facciamo a stare in equilibrio?

Il cervello integra di continuo tre tipi di informazioni:

  • vista: ci dice dove siamo rispetto all’ambiente;
  • propriocezione: la sensibilità profonda che ci dice dove sono le parti del corpo e come sono posizionate le articolazioni, anche senza guardarle. Le informazioni partono da muscoli, tendini e articolazioni, viaggiano nei nervi periferici e salgono nel midollo spinale lungo i cordoni posteriori;
  • sistema vestibolare: l’apparato dell’equilibrio nell’orecchio interno, che registra i movimenti e l’inclinazione della testa.

Il cervelletto coordina il tutto e corregge di continuo la postura. Due fonti su tre bastano di solito a stare in piedi: chiudendo gli occhi si toglie la vista e si mette alla prova il resto del sistema.

Come si esegue la prova di Romberg?

  1. Il paziente sta in piedi, scalzo o con scarpe basse, con i piedi uniti (talloni e punte a contatto).
  2. Le braccia stanno lungo i fianchi o tese in avanti.
  3. Mantiene la posizione prima a occhi aperti, guardando davanti a sé.
  4. Poi la mantiene a occhi chiusi.
  5. Il medico resta vicino, con le braccia pronte a sostenerlo se dovesse sbilanciarsi, e confronta le due condizioni.

Esistono varianti più sensibili?

Sì. Per rendere la prova più difficile si può chiedere al paziente di mettere un piede davanti all’altro, tallone contro punta (Romberg “sensibilizzato” o in tandem), oppure di stare su un piede solo. Sono utili quando la prova classica è normale ma il sospetto clinico resta.

Quando il segno di Romberg è positivo?

  • Romberg negativo: il paziente resta stabile sia a occhi aperti sia a occhi chiusi, al massimo con piccole oscillazioni.
  • Romberg positivo: il paziente è stabile a occhi aperti, ma chiudendo gli occhi oscilla vistosamente, deve spostare i piedi o perde l’equilibrio.

Il punto chiave è la differenza tra occhi aperti e occhi chiusi.

Che cosa significa un Romberg positivo?

Significa che, senza la vista, il sistema non riesce a mantenere l’equilibrio. Il caso tipico è un’alterazione della sensibilità profonda: si parla di atassia sensitiva o propriocettiva. Può dipendere da:

  • neuropatie periferiche, cioè malattie dei nervi delle gambe (per esempio quella diabetica);
  • malattie del midollo spinale che interessano i cordoni posteriori, per esempio nella carenza di vitamina B12;
  • più raramente, malattie delle radici nervose o dei gangli sensitivi.

Chi ha questo problema spesso lo nota da sé: si sente più instabile al buio, quando si lava il viso sotto la doccia a occhi chiusi o camminando su terreni irregolari.

E se l’instabilità c’è già a occhi aperti?

Allora non si parla propriamente di Romberg positivo. Un’instabilità presente già a occhi aperti, che non peggiora molto chiudendoli, fa pensare piuttosto a un problema del cervelletto (vedi atassia). In questi casi il neurologo usa soprattutto le prove di coordinazione, come la prova indice-naso e la prova tallone-ginocchio.

E i disturbi vestibolari?

Nei disturbi dell’apparato vestibolare, a occhi chiusi il paziente tende spesso a inclinarsi o cadere sempre dallo stesso lato. Anche la direzione della caduta è un’informazione che il neurologo valuta, insieme agli altri segni vestibolari.

Quali sono gli errori più comuni nell’eseguirla?

  • Non proteggere il paziente: chi ha un Romberg positivo può cadere davvero. Il medico deve stare vicino, pronto a sostenerlo.
  • Chiamare “positivo” qualsiasi instabilità: se il paziente è instabile anche a occhi aperti, il Romberg non è interpretabile nel senso classico.
  • Confondere oscillazioni normali e patologiche: tutti oscillano un po’ a occhi chiusi.
  • Dimenticare ansia e paura di cadere: alcune persone oscillano molto per tensione; distrarle o ripetere la prova aiuta a capire.

Come per le altre prove, il risultato va letto insieme al resto della visita: forza (prova di Mingazzini, manovra di Barré), riflessi osteotendinei (spesso ridotti nelle neuropatie), segno di Babinski, sensibilità e coordinazione.

Se hai letto questo termine nel tuo referto

  • “Romberg negativo” è il risultato normale: l’equilibrio a piedi uniti è conservato anche a occhi chiusi.
  • “Romberg positivo” indica che a occhi chiusi l’equilibrio peggiora. Non è una diagnosi, ma un segno che orienta verso alcune possibili cause, da chiarire con il resto della visita ed eventualmente con altri esami (per esempio un’elettromiografia per i nervi o esami del sangue).
  • “Romberg con lateropulsione” (tendenza a cadere da un lato) orienta di più verso un disturbo vestibolare.
  • Quando ha senso un controllo: se la prova è descritta come positiva e non ti è stato spiegato perché, o se noti instabilità al buio, formicolii o perdita di sensibilità ai piedi, o cadute.

Per un approfondimento puoi richiedere una visita con il Dott. Borghetti.

Domande frequenti sul segno di Romberg

Perché si chiudono gli occhi nella prova di Romberg?

Per togliere l’aiuto della vista e vedere se la sensibilità profonda e il sistema vestibolare bastano a mantenere l’equilibrio.

Romberg positivo vuol dire problema al cervelletto?

Di solito no: il Romberg positivo in senso stretto orienta verso un disturbo della sensibilità profonda. I problemi del cervelletto danno instabilità già a occhi aperti.

Un po’ di oscillazione a occhi chiusi è normale?

Sì, piccole oscillazioni sono normali. È positivo quando l’oscillazione è vistosa o la persona perde l’equilibrio.

Perché mi sento più instabile al buio?

Al buio manca la vista, e l’equilibrio si regge solo su sensibilità profonda e sistema vestibolare. Se uno dei due funziona meno, l’instabilità diventa evidente: è lo stesso meccanismo del Romberg positivo, e vale la pena parlarne con il medico.

La prova di Romberg è pericolosa?

No, se eseguita correttamente: il medico resta accanto al paziente, pronto a sostenerlo se perde l’equilibrio.

Altre manovre dell’esame neurologico