Cervicalgia

Cervicalgia: Cosa è

Per cervicalgia (talora impropriamente definita cervicale) si intende un dolore localizzato alla regione del collo. L’estensione, l’entità e le modalità di insorgenza del dolore possono essere estremamente variabili e dipendono, in buona misura, dalle cause sottostanti. Il dolore può estendersi dal collo alla nuca e alla testa, alle spalle (di solito una), ai muscoli trapezi, alle braccia o persino le mani (cervicobrachialgia).

Chi viene colpito?

La cervicalgia è un disturbo talmente diffuso da interessare, almeno una volta nella vita, metà della popolazione mondiale. Solitamente i soggetti colpiti hanno dai 40 ai 60 anni, anche se non di rado può comparire prima o dopo, specie nel caso di individui sedentari.

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Cervicalgia: Cause

Le cause più frequenti, fortunatamente, sono relativamente reversibili. Nella maggior parte dei casi si tratta difatti di una contrattura muscolare, o di un interessamento da sovraccarico dei tendini e delle articolazioni delle vertebre cervicali.

Il tratto cervicale è infatti estremamente mobile, ed ha l’importante compito di sostenere la testa per tutta la giornata – un carico non trascurabile. Bastano quindi dei movimenti bruschi, delle posture scorrette, degli sforzi o più in generale degli stress meccanici per creare lesioni di entità variabili a carico delle strutture muscolotendinee e articolari. Anche lo stress psicofisico, l’attività fisica estrema e la sedentarietà, determinando una contrattura continua della muscolatura, creano delle microlesioni alle fibre muscolari.

Il sovraccarico cronico esita, con il tempo, in artrosi.

Esiste poi la possibilità di vere e proprie lesioni a carico dei dischi intervertebrali, ovvero di quei cuscinetti gelatinosi interposti tra una vertebra e l’altra. Una lesione del loro anello di contenimento provoca la fuoriuscita di materiale discale, che va a comprimere le radicole e le radici nervose che fuoriescono dal midollo spinale per andare a formare i grossi tronchi nervosi nervi che raggiungono le braccia.

Occorre poi citare il caso di traumi acuti, come nel cosiddetto colpo di frusta, ovvero la repentina estensione e flessione del collo in seguito ad un urto (incidente automobilistico). In seguito all’urto, l’inerzia fa si che la testa, molto pesante, prosegua la sua corsa flettendo in avanti il collo. La flessione, e la successiva riestensione, avvengono però con la muscolatura contratta, che viene pertanto lesionata.

Cervicalgia
Cervicalgia

Terapia

Nel caso di alterazioni reversibili determinate da modesto sovraccarico, e in assenza di danni strutturali conclamati, la sintomatologia regredisce spontaneamente nel giro di pochi giorni con il riposo. Per ridurre il dolore oossono essere utilizzati anche farmaci anti-infiammatori: esistono apposite formulazioni per uso topico (creme, cerotti). Può essere di aiuto anche la terapia termica: calore per rilassare, freddo per ridurre il dolore.

Nei casi più gravi è invece possibile ricorre all’iniezione locale di anestetici o corticosteroidi (cortisone).

I farmaci miorilassanti, come la tizanidina (Sirdalud), sono particolarmente utile nel caso di contrattura muscolare prolungata.

La consulenza neurochirurgica è utile nel caso di patologia erniaria, specie se vi è compressione del midollo spinale. L’intervento, laddove indicato, mira alla rimozione delle cause di compressione delle radici nervose (materiale discale, becchi osteofitici da artrosi, stenosi osteogenica ecc.). Un esame elettromiografico può essere utile per stabilire la presenza e l’entità di un danno muscolare di tipo neurogeno, ovvero risultante da una compressione delle radici: questi elementi possono essere molto utili per il neurochirurgo.

Per la completa ripresa della funzionalità, anche a dolore scomparso, possono essere utili cicli di fisioterapia, massoterapia o terapia fisica. E’ inoltre importante educare il paziente ad un corretto stile di vita.


 

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