La coscienza artificiale? Non così in fretta

Negli ultimi anni, l’argomento dell’intelligenza artificiale e della sua possibile coscienza è tornato prepotentemente alla ribalta, soprattutto quando modelli avanzati mostrano performance sorprendenti. La domanda che ci poniamo è: questi sistemi sono davvero coscienti? Molti esperti concordano sul fatto che la risposta più corretta sia “probabilmente no”, e il motivo è che ci troviamo ancora molto distanti dal comprendere in modo adeguato il fenomeno della coscienza.

Il cervello umano è un organo di una complessità straordinaria. Una delle immagini più comuni che viene usata per spiegare questo fenomeno è quella che paragona il cervello a una rete neurale biologica, contrapposta alle reti neurali artificiali. Questa analogia, sebbene intuitiva, è imprecisa. Le reti neurali artificiali funzionano in modo astratto, attraverso nodi e pesi, senza tenere conto della complessità dei meccanismi biologici. Il cervello, al contrario, è un sistema multi-livello in cui processi chimici e molecolari influenzano l’attività neuronale e il comportamento a vari livelli.

Ti interessano neuroscienze e IA?

Leggi o ricevi gli articoli di Sinapsi su Substack.

Leggi Sinapsi

Un punto cruciale da comprendere è che le reti neurali artificiali non possono replicare la coscienza poiché non sappiamo neanche esattamente come essa emerga dal cervello biologico. Questo porta alla considerazione del substrato: mentre nel mondo digitale le risorse hardware possono essere intercambiabili, nel cervello questa distinzione non esiste. Le caratteristiche fisiche e chimiche dei neuroni non solo supportano il calcolo, ma influenzano profondamente il modo in cui le informazioni vengono elaborate.

Le sfide della comprensione della coscienza

La coscienza è indissolubilmente legata al suo substrato biologico. Anche se fosse corretto affermare che la coscienza possa essere vista come una forma di calcolo, è un calcolo che non può essere separato dalle proprietà fisiche del cervello. In altre parole, replicare la funzione astratta della coscienza potrebbe non essere sufficiente se non si rispettano le regole fisiche che la governano.

Un’altra opinione erronea comune riguarda la natura gerarchica del cervello. Si tende a vederlo come una struttura rigida che parte dai livelli sensoriali e arriva alla corteccia prefrontale, sempre più complessa. Tuttavia, questa visione è fuorviante. Gli studi suggeriscono invece che esiste un sistema più distribuito di interazione, in cui diverse aree del cervello comunicano tra loro in modo molto più integrato rispetto a quanto pensato in precedenza.

In questo contesto, confondere intelligenza e coscienza è un errore comune nel dibattito sull’IA. È fondamentale chiarire che un sistema può essere molto intelligente, risolvere problemi complessi e generare linguaggio senza possedere un’esperienza soggettiva propria. La confusione tra intelligenza e coscienza rappresenta una delle più frequenti fonti di malintesi, che spesso genera narrative fuorvianti.»

Una nuova prospettiva sulla coscienza

Nel dibattito scientifico, esistono due posizioni estreme: il funzionalismo computazionale, che afferma che replicando la funzione si ottiene la coscienza, e il naturalismo biologico, che sostiene che solo le strutture biologiche possono dar vita alla coscienza. Una modalità di pensiero più cauta propone una terza via, suggerendo che la coscienza potrebbe effettivamente essere una forma di calcolo, ma di una complessità che non abbiamo ancora totalmente compreso.

Per costruire sistemi artificiali coscienti, ci vorrebbe qualcosa di significativamente più avanzato rispetto agli attuali modelli, come una struttura neuromorfica che simuli gli aspetti fisici e biologici del cervello. Come attualmente concepiti, i modelli di linguaggio non possono né servirne come sostituti né replicarne i processi causali.

Alla fine, potremmo aver sopravvalutato la nostra comprensione della coscienza umana. La verità è che non abbiamo ancora a disposizione una teoria neurobiologica ben definita che ci permetta di comprendere con certezza cosa renda un cervello cosciente. Se è vero che il dibattito è affascinante e complesso, la questione rimane aperta: abbiamo veramente compreso cosa significa essere coscienti?

L’articolo completo su Sinapsi. Clicca qui per aprire Substack!

La coscienza artificiale? Non così in fretta

 

  • Cybersecurity nei dispositivi medici connessi

Cybersecurity nei dispositivi medici connessi

12/03/2026|Commenti disabilitati su Cybersecurity nei dispositivi medici connessi

L'NHS britannico affronta una trasformazione digitale alla ricerca di una cybersecurity robusta per i dispositivi medici connessi, essenziali per migliorare l'assistenza, ma vulnerabili a minacce informatiche pericolose.

  • Illustrazione del meccanismo d'azione dei gepant nel trattamento acuto dell'emicrania: blocco del recettore CGRP

Gepanti ed Emicrania: la Nuova Frontiera del Trattamento Acuto

03/03/2026|Commenti disabilitati su Gepanti ed Emicrania: la Nuova Frontiera del Trattamento Acuto

I gepant sono la nuova classe di farmaci per l'emicrania acuta: nessuna controindicazione cardiovascolare, nessun rischio di MOH e efficacia anche nei fallitori dei triptani. Ecco cosa dice la ricerca nel 2026.

  • Intelligenza artificiale e Sindrome di Tourette

Intelligenza artificiale e Sindrome di Tourette

19/02/2026|Commenti disabilitati su Intelligenza artificiale e Sindrome di Tourette

La Sindrome di Tourette, colpendo 1 bambino su 160, presenta sfide diagnostiche e terapeutiche. L'intelligenza artificiale promette miglioramenti nella diagnosi e nella personalizzazione delle cure, affrontando complessità cliniche e genetiche.

  • La coscienza artificiale? Non così in fretta

La coscienza artificiale? Non così in fretta

11/02/2026|Commenti disabilitati su La coscienza artificiale? Non così in fretta

L'intelligenza artificiale non possiede coscienza, poiché non comprendiamo come essa emerga nel cervello umano. Distinguere tra intelligenza e coscienza è cruciale per chiarire i malintesi legati all'IA.

  • SurgVISTA: l’Intelligenza Artificiale che osserva la chirurgia

SurgVISTA: l’Intelligenza Artificiale che osserva la chirurgia

06/02/2026|Commenti disabilitati su SurgVISTA: l’Intelligenza Artificiale che osserva la chirurgia

SurgVISTA, un innovativo modello di intelligenza artificiale, analizza le procedure chirurgiche tramite video, migliorando la comprensione temporale delle azioni in sala operatoria e promettendo applicazioni cliniche significative.