Il nuovo libro sull’intelligenza artificiale: intelligentIA


Un libro sull’intelligenza artificiale: perchè?

In molti mi domandano il perché, da neurologo, io abbia deciso di scrivere un libro su un argomento apparentemente così distante dalla dimensione medica.
Parlare di intelligenza artificiale (IA) rappresenta, di per sé, una sfida già sufficientemente difficile. Essa viene vista solitamente come una disciplina trattata pressoché esclusivamente da ingegneri o esperti nelle scienze dell’informazione, complice anche l’immagine che viene continuamente restituita dai media (con le nuove auto a guida autonoma) e dalle produzioni cinematografiche.

In realtà, e ad una analisi più accurata e meno superficiale, lo studio dell’intelligenza artificiale richiede un approccio multidisciplinare, andando ad attingere sì alla matematica e all’informatica, ma anche, alla biologia, alla filosofia, all’etica.

Stante la complessità dell’argomento, diventa quasi impossibile stabilire dei limiti o dei confini netti, in quanto è sempre possibile declinare, applicare o creare collegamenti con la propria materia di studio.

Intelligenza artificiale

Dato che parlare di intelligenza artificiale significa, prima di tutto, parlare di intelligenza, è necessario innanzitutto provare a dare risposte definitive a tutti gli interrogativi che, ancora oggi, gettano ombre sui dettagli strutturali e funzionali del nostro cervello. Ma significa anche porre l’uomo davanti a uno specchio, nel tentativo di descrivere e comprendere l’origine della coscienza, la natura dei sentimenti, le radici dell’animo.

Parlare di IA significa, innanzitutto, parlare di noi stessi.

Questo parallelismo tra intelligenza umana e artificiale, tuttavia, resta ancora indigesto ai più. Questo perché il concetto di artificialità, che dovrebbe essere limitato ai modi e ai procedimenti con i quali si ottengono dei nuovi agenti intelligenti, in qualche modo si estende a coinvolgere l’essenza stessa del pensiero intelligente, facendolo percepire con un qualcosa di estraneo, di diverso. Di artificiale, appunto: tanto nei metodi, quanto nella sua sostanza. Finta, posticcia, illusoria.

IA: un lungo viaggio

Nonostante questa superficiale diffidenza, la speranza e di poter creare un’intelligenza – e, perchè no, una vita – dalla materia
inanimata rappresenta un elemento costante del nostro patrimonio culturale artistico e religioso.

Senza comunque dover attingere all’arte (o alla fantascienza), è possibile rimanere strabiliati semplicemente guardandosi attorno. Il nostro corpo, e di conseguenza il nostro cervello, sono costituiti da elementi che, singolarmente, risultano decisamente inanimati e sprovvisti di intelligenza. Pensiamo alle cellule, alle molecole, agli atomi. Elementi semplici: carbonio, idrogeno, ossigeno. Molecole d’acqua. Proteine. Gli stessi ingredienti necessari a creare un essere umano dopo il concepimento.

E qui si torna, inevitabilmente, a quanto detto poco sopra. Il solo sfiorare l’argomento – senza neppure entrare in dettagli fini – solleva già una gran quantità di domande e questioni etico-filosofiche alle quali è difficile dar risposta.

Si tratta di una sfida che non potevo lasciar cadere. In intelligentIA cerco di restituire una visione imparziale delle questioni tecnologiche, biologiche, etiche e filosofiche, così che ognuno possa arrivare alle proprie conclusioni.

Un libro sull’intelligenza: artificiale e umana

IntelligentIA è un viaggio che prende le mosse dallo studio e dalle conoscenze sul nostro cervello per condurci alle attuali, quanto stupefacenti e irrinunciabili, implementazioni tecnologiche.

  • definizioni di intelligenza e intelligenza artificiale
  • sviluppo tecnologico e reti neurali
  • intelligenza artificiale ristretta (ANI) e generale (AGI)
  • natura della coscienza e della percezione
  • superintelligenze artificiali
  • questioni etiche e filosofiche

Corredato di un largo numero di referenze bibliografiche, intelligentIA è un saggio scientifico dalla scrittura scorrevole, a tratti colloquiale (ma sempre precisa e accurata) in cui trovano posto anche riferimenti cinematografici che stimolano alla riflessione sull’etica e sulla coscienza dell’IA, tanto per gli addetti al settore, quanto per tutti coloro che sono semplicemente affascianato dalla tematica.