I videogiochi fanno male?
In un recente studio (https://www.nature.com/articles/s41598-022-11341-2) alcuni ricercatori hanno valutato gli effetti dell’esposizione ai videogiochi e alla televisione sui bambini.
Gli studiosi hanno misurato le capacitità cognitive di quasi 10000 bambini tra i 9 e i 10 anni per mezzo di specifici test; dopo due anni, parte di questi bambini – ormai preadolescenti – stati sottoposti ad un nuovo ciclo di test per valutare eventuali progressioni. Contestualmente, è stato chiesto loro di specificare quanto tempo passassero giocando ai videogames, o guardando la televisione. I ricercatori hanno tenuto conto delle differenze socio-culturali delle varie famiglie.
E’ stato quindi dimostrato che i bambini che passano più tempo davanti ai videogiochi rispetto alla media (che è di circa 2 ore e mezza al giorno) hanno approssimativamente un QI di circa 2.5 punti superiore rispetto agli altri. Nessun effetto – positivo o negativo che sia – è stato invece registrato per una maggior esposizione alla televisione.
Non c’è da stupirci del risultato: i videogiochi sono attività che richiedono una elevata attività cerebrale, e nelle quali è necessario avere un eccellente coordinazione occhio-mano, un adeguata padronanza dei movimenti fini, la capacità di prendere decisioni rapidamente e di risolvere problemi sempre nuovi.
Di contro, la fruizione passiva dei contenuti tv non è altrettanto stimolante.
Bisogna però fare attenzione a distinguere la correlazione – dimostrata dallo studio – con il nesso di causa, ovvero non è detto che i videogiochi siano i diretti o unici responsabili del miglioramento del QI (si potrebbe addirittura arrivare ad una conclusione diametralmente opposta: i bambini più intelligenti preferiscono alcune tipologie di attività).
Inoltre non sono stati valutate le influenze sull’attività fisica, sulla qualità del sonnoIl sonno è uno stato fisiologico periodico e reversibile car... Leggi, sulla performance scolastica e sul benessere in generale. Allo stesso modo non è stato effettuato un confronto diretto tra effetti dei videogiochi e altre attività (ad esempio sport, musica e così via).
Si tratta, insomma, di un punto di partenza stimolante ma per il quale è necessario mettere a fuoco alcuni elementi.
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