Che cosa succede durante un trauma cranico?

Con il termine trauma cranico si indica un qualsiasi danno di natura meccanica a carico del cervello o del cranio, inteso come insieme degli involucri che avvolgono e proteggono l’encefalo. Il danno di natura meccanica è un evento fisico nel quale si ha un trasferimento di energia cinetica ai tessuti: ad esempio quando si sbatte le testa in seguito ad una caduta o ad un incidente, o ancora quando un oggetto pesante cade dall’alto o quando veniamo colpiti da un oggetto contundente, come durante una colluttazione o una aggressione.

Le lesioni di natura meccanica comprendono anche eventi di natura penetrante (i cosiddetti traumi cranici aperti), ovvero situazioni nelle quali un oggetto o parte di esso perforano l’involucro protettivo e danneggiano direttamente l’encefalo o le meningi.

Fisiopatologia del trauma cranico

Nel trauma cranico la cessione di energia ai tessuti avviene a causa di fenomeni di rapida accelerazione e decelerazione del cervello. Nel momento in cui il cranio subisce un impatto o una rapida decelerazione, gli organi al suo interno, caratterizzati da una diversa massa e densità, proseguono la propria corsa per inerzia e vanno ad impattare contro la superficie interna della scatola cranica. Questa superficie, oltre ad essere notevolmente più consistente del cervello, è anche caratterizzata da numerose asperità che favoriscono l’insorgenza di un danno tissutale. Come se non bastasse, il rapido ritorno in posizione della massa cerebrale può addirittura determinare una danno in posizione diametralmente opposta: è il cosiddetto danno da contraccolpo.

L’impatto del cervello contro la superficie della scatola cranica comporta una contusione del parenchima, nel quale si ha una destrutturazione del tessuto nervoso, dovuta ai fenomeni di trazione e compressione, e la rottura di piccoli vasi sanguigni con fenomeni microemorragici.

Lo spostamento della massa cerebrale comporta lo stiramento e la conseguente rottura di piccoli vasi superficiali che decorrono a “ponte” tra l’encefalo e le meningi, con un sanguinamento che si accumula tra la dura madre, la meninge più esterna, e l’aracnoide. Ne consegue una compressione e sofferenza della materia cerebrale contigua: questo tipo di raccolte, che talora si ingrandiscono progressivamente nel corso di ore o giorni, possono richiedere l’evacuazione chirurgica.

Trauma cranico: gli effetti

La sintomatologia varia ovviamente in funzione dell’estensione e della sede del danno. Nelle forme lievi si possono avere perdite di conoscenza di lieve entità o confusione mentale e disorientamento (la cosiddetta commozione cerebrale). Nei casi più gravi si avranno manifestazioni più significative, come perdita di conoscenza prolungata, deficit neurologici focali, vomito.

La sintomatologia, in linea di massima, dipenderà in larga misura dalla sede e dall’estensione del danno, ovvero da quali parti del cervello vengono effettivamente danneggiate dall’evento traumatico. In ogni caso, dopo ogni trauma cranico, è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia.