steth
steth

Pensare al futuroChe lo si voglia o no, in un’era dominata dal microblogging, dai forum e dai social, la reputazione di un professionista della salute può essere distrutta o portata alle stelle nel giro di pochi istanti.

Il medico, in passato considerato inviolabile modello e figura di riferimento, specie nelle piccolissime realtà urbane, al giorno d’oggi mette in gioco la propria figura professionale affidandola alle bizzarre ed apparentemente imprevedibili regole della rete globale.

I pazienti cercano, con sempre maggior frequenza, il contatto online con il personale sanitario, magari per un consulto al volo, un consiglio, per avere informazioni relative alla carriera professionale o, banalmente, per annotarsi gli orari di ricevimento. Molto spesso lo scambio di notizie viaggia da paziente a paziente e può essere relativo, ad esempio, alle esperienze avute con specialisti o con alcune terapie, cercando una soluzione adatta al proprio problema.

A meno di non essere ad un passo dal ritiro dall’attività professionale, occorre prestare attenzione a questo enorme ed incontrollato flusso di informazioni che viaggia ogni giorno a nostra insaputa. Il management della reputazione riguarda tutte le specialità, mediche o chirurgiche, e tutte le modalità di impiego, dal dipendente ospedaliero al libero professionista.

Pensare di ripararsi dietro l’immagine della propria istituzione – muovendosi con lo spirito del “branco” – rappresenta un grosso errore, non solo perchè la reputazione di una struttura è fatta anche dall’operato dei singoli professionisti della salute, ma anche perchè un giorno questa copertura potrebbe venir meno per i motivi più disparati. Il fatto di non aver preparato a dovere un terreno ove coltivare al meglio la propria immagine potrebbe avere, in futuro, conseguenze catastrofiche.

La reputazione online viaggia con meccanismi molto simili a quello che avviene nel mondo reale, ma con una velocità enormemente maggiore; ciò che tempo fa richiedeva anni, oggi richiede al massimo giorni, anche in virtù di un fattore di amplificazione enorme. Basti pensare al numero di persone che può seguire un determinato forum, blog o magazine online sul quale possono correre i meccanismi del passaparola e le pressioni determinate da pazienti e dagli altri colleghi, con i quali nasce peraltro un involontario confronto sul piano professionale e della ricerca che comporta, in ultima analisi, il prevalere di qualcuno rispetto agli altri.

Una buona gestione della reputazione online, che lo si voglia o no, comincia propria dalla consapevolezza dei rischi e benefici che ad essa sono inevitabilmente connessi.