La cefalea Cronica

La cefalea cronica: cosa è

La cefalea cronica è una condizione dolorosa relativamente diffusa (3-4% della popolazione mondiale, in media). Viene definita come una persistenza di mal di testa per almeno 15 giorni al mese e per almeno tre mesi . Il mal di testa può avere natura e caratteristiche diverse, potendo rientrare in una forma tensiva, in una emicrania vera e propria, in una cefalea a grappolo e così via.

La variante costituita da emicrania, definita dunque emicrania cronica, rappresenta sicuramente la forma più invalidante, con ripercussioni sul piano personale, familiare, lavorativo e sociale.

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Emicrania cronica

Dei 15 giorni al mese necessari per la diagnosi, occorre che almeno 8 siano inquadrabili con certezza in una forma emicranica pura – sia come caratteristiche di esordio e distribuzione del dolore che risposta alla terapia (triptani). I giorni liberi da dolore sono tuttavia raramente davvero “puliti”: il paziente lamenta comunque una serie di sintomi accessori, come

  • Mal di collo
  • Stanchezza
  • Difficoltà nella concentrazione
  • Disturbi gastrointestinali (nausea)
  • Irritabilità, rabbia
  • Visione offuscata
  • Ansia, anedonia, calo dell’umore

Questa variante cronica fu denominata, in principio, “emicrania trasformata” (Mathew, 1982).

Cefalea da abuso

La cefalea da abuso è una forma dolorosa cronica nella quale il paziente assume in modo subcontinuo degli analgesici. I criteri diagnostici prevedono, oltre ai già citati 15 giorni al mese per tre mesi, un utilizzo di farmaci sintomatici per almeno 10 giorni al mese. E’ inoltre opportuno che vengano escluse altre cause.

La diagnosi è comunque spesso difficile, anche perchè l’emicrania cronica può diventare una forma da abuso (cosa che, in questo caso, è più una complicanza); in altri casi il dolore cronicizza fin da subito in parallelo all’abuso di farmaci.

Cefalea cronica
Cefalea cronica

Modifiche a livello cerebrale

E’ verosimile, ed in parte è stato dimostrato, che i soggetti che soffrono di cefalea cronica vadano incontro a delle vere e proprie modifiche cerebrali di tipo strutturale, funzionale e biochimico. A livello del grigio periacqueduttale, ad esempio, sono stati ritrovati accumuli di Ferro. Altri studi (PET) hanno invece dimostrato una riduzione del metabolismo di alcune aree cerebrali, reperto che si è comunque rivelato reversibile alla sospensione dei farmaci.

La cefalea cronica: terapia

La terapia della cefalea cronica rappresenta una sfida complessa, e deve essere sempre attagliata al Paziente, alla sua storia, alla sua peculiare condizione.

E’ stato recentemente messo a punto un anticorpo monoclonale, l’erenumab (Aimovig, nome commerciale) che rappresenta il primo farmaco pensato per la profilassi dell’emicrania, tanto per la episodica quanto la cronica. L’anticorpo ha la funzione di bloccare l’azione di un frammento peptidico chiamato CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina) responsabile della trasmissione degli impulsi dolorosi tra vasi sanguigni e terminazioni nervose. In ogni caso i meccanismi di azione del farmaco, che deve essere assunto una volta al mese mediante iniezione sottocute, non sono del tutto chiari.

E’ importante, comunque, raggiungere alcuni obiettivi, come

  • Accogliare la diagnosi e riconoscere di avere un problema
  • Trattare le crisi emicraniche adeguatamente, eventualmente con una terapia profilattica prescritta dal neurologo
  • Interrompere l’abuso di analgesici, anche gradualmente o con l’ausilio di una terapia di supporto.
  • Mantenere un sonno regolare (non dormire troppo, nè troppo poco).
  • Supporto alla psiche: valtuare l’utilizzo di antidepressivi e di un adeguato supporto psicologico.
  • Ridurre lo stress, ove possibile
  • Intraprendere terapie complementari come agopuntura, supporto dietetico ecc.


 

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