RBD – Rem Behavior Disorder. Cosa è, come si cura


RBD – Rem Behavior Disorder: cosa è?

RBD rappresenta l’acronimo inglese di Rem Behavior Disorder, ovvero disturbo comportamentale del sonno REM.

Il sonno REM è una fase del sonno fisiologica caratterizzata da movimenti oculari rapidi (Rapid Eye Movements) e da una intensa attività onirica, ovvero di produzione di sogni. Durante il sogno i centri nervosi che si occupano di trasmettere le informazioni del movimento sono inibiti da neuroni localizzati a livello del tronco encefalico: questo ci permette di sognare di camminare pur rimanendo perfettamente immobili nel letto. Siamo, in sostanza, momentaneamente paralizzati.

Quando questa inibizione del movimento viene compromessa, i pazienti si muovono proprio come farebbero nel sogno. La conseguenza è una serie di comportamenti anomali durante la notte, spesso bruschi, smanierati e non di rado violenti.

RBD: la clinica

Sulla base di quanto illustrato il segno principale è dato proprio dalla comparsa di movimenti anomali durante il sonno. Dato che la fase REM diventa più abbondante nella seconda parte della notte, non di rado questi movimenti insorgono e si fanno più intensi nelle prime ore del mattino. Il paziente non di rado riferisce di sogni vividi, angoscianti, spesso minacciosi. Cadere, correre, scappare da un predatore, lottare, difendersi o cacciare. Ecco che nel letto il paziente si muove, colpisce, grida, gesticola, parla, tenta di fuggire da un qualcosa. Di solito questo avviene nel letto: alzarsi e camminare, in questi casi, è un evento piuttosto raro.

Questi episodi possono presentarsi con frequenza variabile, giornaliero o persino mensile, e non è raro che nella stessa notte si presentino più episodi.

Se risvegliato, il paziente è di solito in grado di riferire con esattezza il contenuto del sogno, che appare coerente con i movimenti.

RBD - Rem Behavior Disorder
RBD – Rem Behavior Disorder

Pazienti affetti da RBD – Rem Behavior Disorder

Di solito, ma non esclusivamente, viene interessato l’adulto (sopra i 40 anni).

Le forme cosiddette idiopatiche, ovvero senza una causa evidente o una malattia neurologica sottostante, colpiscono fino allo 0.5% della popolazione. Dato che oggi la diagnosi di RBD viene effettuata più precocemente e con maggior accuratezza, buona parte delle forme idiopatiche convergono, nel giro di qualche anno, in forme secondarie.

Le forme secondarie sono invece legate ad alterazioni di tipo neurologico, di solito rappresentate dalle cosiddette sinucleinopatie. Tra queste abbiamo il Parkinson e i Parkinsonismi come l’Atrofia Multisistemica e la Demenza a corpi di Lewy.

Anche le taupatie possono presentare questo disturbo, così come alcune forme di atassia.

Nella narcolessia infine, malattia caratterizzata da intrusione del sonno REM nella veglia, possono essere presenti episodi di RBD.

Conseguenze

La principale conseguenza del RBD è la destrutturazione e riduzione della qualità del sonno, con conseguenti sonnelenza diurna e calo delle performance cognitive.

Il RBD può inoltre minare la stabilità familiare e di coppia, causando insonnia anche nel partner di letto, spesso frustrato dalla situazione.

I movimenti violenti, infine, possono essere causa di lesioni tanto per il paziente quanto per il partner di letto: ematomi, contusioni, cadute e persino fratture ossee.

RBD – Rem Behavior Disorder: Diagnosi

Il sospetto diagnostico può essere sollevato dall’anamnesi, ovvero dal racconto del paziente e dei familiari. I segni e i sintomi sono abbastanza tipici e indicativi.

LA diagnosi vera e propria avviene mediante una registrazione polisonnografica (polisonnografia, PSG), nel corso della quale è possibile evidenziare movimenti muscolari che insorgono nella fase REM del sonno.

La polisonnografia è inoltre utile per evidenziare eventuali apnee notturne, non di rado fattori scatenanti il disturbo comportamentale del sonno.

Terapia

In Italia, ad oggi (2019) non esistono farmaci con l’indicazione specifica per RBD. Vengono utilizzate benzodiazepine con effetto miorilassante, come il clonazepam (Rivotril), o approcci più “soft” come la melatonina ad alto dosaggio (fino a 15mg).

In ogni caso il trattamento farmacologico cura il sintomo, ma non guarisce dalla malattia.

E’ inoltre opportuno mettere in atto precauzioni di tipo ambientale: dormire in un letto separato rispetto al partner, evitare letti alti (addirittura può essere consigliabile mettere a terra il materasso), eliminare dalla stanza oggetti pericolosi, mobili in prossimità del giaciglio e così via.