oreloB – Bolèro / iromA – Amori

Sto ascoltando oreloB, un LP quantomeno singolare. Osservarlo, mentre gira sul piatto, fa un effetto piuttosto strano. Con i vinili tradizionali il braccio del giradischi si muove dall’esterno verso l’interno, mentre oreloB è stati progettato per far procedere la puntina in senso inverso, dall’interno all’esterno. Tra i suoi solchi, lo si intuisce dal nome, si celano le note del Boléro di Ravel.
Non si tratta solo di una trovata commerciale, sia ben chiaro. Per ogni rotazione, la parte esterna del vinile restituisce più informazioni sonore rispetto a quella interna. Tutta questione di circonferenze, di velocità angolare costante e di conformazione del solco.
Il Boléro ha un esordio lento e quasi bisbigliato, ma nelle fasi finali esplode in tutta la sua fragorosa magnificenza. oreloB riserva il margine esterno del disco, quello nobile e carico di informazioni, al clamore delle battute finali dell’opera. Il risultato è un suono possente e privo di distorsioni.
La ragione della sua esistenza è tutta qui.
Ha un solo, piccolo difetto. Una volta terminata la riproduzione, il giradischi non si ferma. La puntina continua a correre all’infinito lungo il margine esterno del vinile, in quanto il meccanismo di arresto automatico funziona solo se il braccio raggiunge il limite interno del disco, non quello esterno.

Ascolto oreloB e penso a tutti gli iromA che da qualche parte, là fuori, vengono suonati allo stesso modo.
Nascono laddove solitamente finiscono gli Amori, e da qui procedono al contrario.
Il loro esordio è lento, silenzioso, ostinato. Direi quasi insidioso.
Percorrono i solchi della vita in senso inverso, sollevando stupore e indignazione. Sfidano le regole, scavalcano le convenzioni e sovvertono l’ordine naturale delle cose, scontrandosi con curiosità e pregiudizi.
È proprio questa, la loro forza: viaggiando al contrario, sono liberi da distorsioni e artifici. Tanto più possenti, puri e cristallini quanto più riescono ad allontanarsi dal centro di rotazione verso il quale tendono, asintoticamente e con giri sempre più stretti, gli Amori tradizionali.
Anomali, liberi e proiettati verso l’indefinito, gli iromA regalano l’illusione di uno spazio privo di orizzonti, di un tempo senza il domani.
Apprezzo la genuinità di questo suono.
E’ unico.
E’ speciale.
Il disco gira, il piatto non si ferma.
Il meccanismo di blocco non funziona, quaggiù. E questo, forse, è il solo difetto.
Il disco gira e noi con lui giriamo intorno.

Lontani dal centro, nel silenzio, per sempre.


 

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