Snoezelen Room: un’esperienza multisensoriale


Filosofia snoezelen: che cosa è?

La parola Snoezelen (si pronuncia “snuzelen”) deriva dalla fusione delle parole olandesi “snuffelen” (esplorare, scoprire) e “doezelen” (riposare, sonnecchiare). Il metodo snoezelen consiste in una terapia che offre una esperienza che coinvolge più canali sensoriali: vista, tatto, udito, olfatto. In alcuni casi l’esperienza in una stanza snoezelen assume caratteristiche di ipersensorialità, ovvero tutti gli stimoli vegono focalizzati su di un solo canale sensoriale.

La terapia snoezelen è stata originariamente utilizzata nei Paesi Bassi per assistere i pazienti affetti da disturbi cognitivi o dello sviluppo. Si tratta di un approccio sostanzialmente innovativo, capace di stimolare e indurre esperienze piacevoli ed un senso di benessere, ed ha effetti a breve termine sui sintomi comportamentali e psicologici. Come ultimo e non trascurabile effetto migliora la motivazione dell’operatore/caregiver.

La stanza multisensoriale: snoezelen room

L’ambiente snoezelen (snoezelen room) è estremamente controllato così che i suoi utilizzatori si sentano sempre a proprio agio, confortati e al sicuro. Queste caratteristiche sono particolarmente importanti in quanto alcune condizioni di disabilità, come quelle sopracitate, rendono il soggetto incapace di controllare l’ambiente o a gestire in modo adeguato gli stimoli provenienti da esso. Gli ambienti snoezelen, a differenza degli spazi aperti, delle corsie ospedaliere o della camera di casa propria, evitano il sovraccarico sensoriale. A volte è sufficiente una sovrapposizione di voci, il rombo di un motore, il televisore o la radio accesi per creare una sensazione di perdita di controllo, di disorientamento, di incapacità di creare relazioni di causa ed effetto. Lo scopo, dunque, è quello di stimolare senza sconvolgere creando un contatto con il mondo interiore.

Snoezelen Room. Un esempio
Snoezelen Room. Un esempio

Snoezelen-Alzheimer

I familiari dei pazienti affetti da M. di Alzheimer si sentono spesso frustrati dal fatto di non poter comunicare in modo adeguato con il proprio familiare. La stanza snoezelen alzheimer può creare un legame tra i malati e i propri cari attravero una forma di comunicazione verbale e non verbale. Pur non migliorando le capacità di riconoscimento delle persone da parte del Paziente, la stanza faciliterà il rapporto grazie alla creazione di un legame e di un argomento sul quale entrambi possono dicutere. Gli ambieni snozelen non alterno nè rallentano la progressione della malattia, ma garantiscono un miglioramento della qualità della vita del Paziente e dei suoi caregiver. Circa 30 minuti di permaneza garantiscono, nelle quattro ore successive, una riduzione del cosiddetto wandering (vagare senza meta). Il paziente inoltre si stente più calmo e rilassato, anche perchè viene indotto un senso di fiducia nelle persone vicine a lui.

Gli stimoli sensoriali possono essere personalizzati e attagliati al singolo paziente e alle sue necessità. Possono essere usati stimoli tattili (superfici di consistenza diversa), stimoli olfattori (aromaterapia), colonne snoezelen (cilindri luminosi pieni d’acqua, talora interattivi), stimoli acustici (altoparlanti con suoni e rumori rassicuranti), bagno snoezelen (vasche con stimoli sensoriali), visivi (luci, colori, proiezioni).

La snoezelen room, infine, determina un significativo incremento dell’autostima: il risultato è dovuto ad un miglioramento della consapevolezza di sè stessi e dell’ambiente circostante, che contribuisce ad un maggior senso di controllo e di accettazione della propria condizione.

Il dott. Davide Borghetti, Neurologo a Pisa, Massa e Livorno, è a disposizione per consulenze in terapie complementari (come consigli su acquisto materiale snoezelen) per Pazienti affetti da disturbi cognitivi e dello sviluppo.

TAG: #autismo e snoezelen #alzheimer snoezelen